BIBLIOTECA di Nessuno 007 IL CORVO

A seguire le personali ‘considerazioni’ di Nessuno —> leggetele, altrimenti vengo a casa vostra e vi strappo tutti i Fumetti

Il Corvo/The Crow è un Fumetto di James O’Barr, pubblicato tra il 1988 e 1989.
L’autore iniziò a pensare al Fumetto dopo aver perso la fidanzata per un incidente, investita da un pirata della strada.
Nasce così l’opera traendo una prima ispirazione dalla sua tragedia personale, una seconda invece dalla storia di una coppia di fidanzati uccisi per un anello da $ 20 nella città di Detroit, notizia letta su un giornale in quel periodo.

Trama

L’opera narra la triste storia di Eric, picchiato e ucciso insieme alla sua ragazza Shelly da una banda di feroci malviventi.
Eric torna dal mondo dei morti per vendicare la fidanzata.
Al suo fianco, un misterioso corvo sovrannaturale, che lo accompagnerà in tutto il suo viaggio tra dolore e violenza, in una città maledetta e senza possibilità di redenzione.

L’aspetto del personaggio è molto oscuro, la sua dialettica e il modo di relazionarsi con gli altri è ispirata palesemente alle poesie di William Blake e di Charles Baudelaire.
O’Barr si rifà notevolmente alla cultura underground dei famigerati anni 80, influenzato dalla musica e dai gruppi rock dell’epoca (The Cure, Rage Against The Machine, Joy Division).
Il volto truccato del personaggio si ispira chiaramente alla maschera del teatro inglese drammatico a rappresentare l’Ironia.
A detta dell’autore questa maschera è perfetta, poiché incarna i due lati della personalità del personaggio, ovvero il dolore e la disperazione, l’amore, quello vero, puro e sconfinato e lo stato di decadenza e di nichilismo.
E’ il cantante dei Bauhaus Peter Murphy la base per O’Barr nell’ideare le fattezze di Eric.

Pubblicato sul finire degli Ottanta, Il corvo ha saputo mescolare l’estetica dark con l’archetipo della vendetta e il dolore implacabile del lutto.
Rivisto, restaurato e ampliato dallo stesso James O’Barr in persona, con materiale inedito mai visto prima, Il corvo ritorna successivamente disponibile nella sua edizione definitiva.
La pubblicazione di una nuova edizione aggiornata venne inizialmente annunciata nel 2004, più volte posticipata e pubblicata infine nel luglio 2011.

“Quando iniziai il corvo nel 1981, erano passati solo pochi anni dalla morte di ‘Schelly’.
C’erano questi momenti speciali che condividevamo, momenti intensamente personali che custodisco stretti nel cuore, come se fossero doni fragili solo per me.
Avevo paura di sminuirli, o peggio sprecarli, se li avessi raccontati nel libro, nonostante il libro fosse autobiografico e personale, e dunque mi trattenni.
Non provo gli stessi sentimenti ora.
La nuova scena (“Una favola di agosto”) è uno di quei momenti speciali.”

Trasformato in un film di enorme successo nel 1994, Il corvo è diventato un’icona senza tempo che ancora oggi non smette di emozionare nuovi lettori.
La tragica storia di Eric Draven è diventata infatti un film ben più famoso del fumetto, Il corvo – The Crow (1994),
grazie anche alla singolare morte dell’attore protagonista, Brandon Lee, avvenuta il terzultimo giorno delle riprese del film (31 marzo 1993),
a causa di un colpo di pistola caricata a salve, in cui però era precedentemente rimasta bloccata una pallottola all’interno della canna, per la tragica disattenzione dello staff.
L’attore rimase inizialmente ferito e successivamente morì in ospedale durante l’intervento chirurgico.
A otto giorni dalla fine della produzione, le scene incomplete che dovevano essere interpretate dall’attore vennero gestite riscrivendo la sceneggiatura e terminate grazie ad una controfigura ed effetti digitali.
Il film è dedicato a Lee e alla sua fidanzata, Eliza.
Dopo il grave incidente la produzione cinematografica statunitense deliberò e stabilì che nelle sparatorie le armi non venissero più puntate direttamente verso gli individui, ma piuttosto con un’angolazione di 30°.
Il film ha avuto diversi sequel di limitato successo: Il corvo 2 (1996), Il corvo 3 – Salvation (2000) e Il corvo – Preghiera maledetta (2005).

“Non può piovere per sempre…”

Per quanto riguarda il Fumetto, è stato adattato in una serie televisiva intitolata The Crow: Stairway to Heaven.
Dal Corvo 2 – La città degli angeli (Sequel del film del 1994), è stato realizzato un Fumetto intitolato The Crow: City of Angels.
A questo fumetto ne sono seguiti molti altri, nel corso degli anni, oltre anche ad alcuni romanzi
(due romanzi sono novelization del primo e del secondo Film, mentre un altro – The Lazarus Heart – è stato fonte di ispirazione per il terzo Film).
Di questi alcuni hanno ripreso la storia di Eric, rileggendola secondo ottiche diverse, altri si sono concentrati su personaggi sempre diversi, ma uniti da un destino simile
(essere uccisi assieme alla persona amata ed essere resuscitati dal corvo per vendicarsi).
Il franchise è attivo tutt’oggi e ha visto partecipare molti celebri autori di Fumetti tra i quali Todd McFarlane.
Da ricordare ad esempio Il corvo: Memento mori, uno spin-off de Il corvo, realizzato da autori italiani, tra i quali Roberto Recchioni, Werther Dell’Edera, Giovanna Niro, Davide Furnò, Ponticelli e Scalera.
La miniserie esce nel 2018 in collaborazione con Bd e IDW Publishing.
E’ interamente ambientata in Italia a Roma.
Pubblicata originariamente nel classico formato spillato tipico dei comics, esce in seguito in edizione Omnibus.

Disponibilità al momento del Post(09-12-21):
Bd
Prezzo € 16,90

Nessuno:

La maggior parte di voi quasi sicuramente ha conosciuto il Corvo attraverso l’adattamento cinematografico, il Film The Crow con Lee del ’94.
“Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte però accadevano cose talmente terribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima. Perché rimettesse le cose a posto.”
Bello, mi è sempre piaciuto molto, grande interpretazione, ambientazione, sceneggiatura, fotografia, colonna sonora, dialoghi/citazioni…
Tuttavia il Fumetto è un vero e proprio manifesto culturale anni ‘80/’90, un percorso tra follia, amore, desiderio e morte e davvero molto di più.
E’ un Fumetto dalla potenza espressiva immensa.
Una lettura straziante e piena d’angoscia, dolore e disperazione che fa male.
Quanto l’idea stessa di perdere la persona amata sia qualcosa di insopportabile è portata nel Fumetto alle estreme, terribili conseguenze.
Ne scaturisce una rabbia feroce che non lascia indifferenti perchè il dolore e la disperazione ci allontanano da tutto quello che rende umani, trasformando noi stessi in spaventosi mostri.
Rimarrete senza fiato: “Non è morte se la rifiuti, lo è se l’accetti.”
Fidatevi di Nessuno
Gotcha!

BIBLIOTECA di Nessuno 006 20th CENTURY BOYS

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20th Century Boys è un Manga di Naoki ‘MONSTER’ Urasawa pubblicato sulla rivista Big Comic Spirits della casa editrice Shogakukan a partire dal 1999 e concluso nel 2006 con 249 capitoli raccolti in 22 tankobon.
Da gennaio a luglio 2007 è stata pubblicata su Big Comic Spirits un sequel intitolato 21st Century Boys composto di soli 16 capitoli raccolti successivamente in due volumi.
Uno spin-off è stato pubblicato su Big Comic Spirits nel febbraio del 2009 dove l’autore creditato è Ujiko-Ujio, il duo di Mangaka fittizio presente in 20th Century Boys.

La serie è stata adattata in una trilogia live-action, con regia di Yukihiko Tsutsumi, proiettata nelle sale cinematografiche giapponesi tra il 2008 e 2009.

E’ un Manga di ampio respiro caratterizzato da un’atmosfera cupa, mescola elementi di teoria della cospirazione, fantascienza, insieme a valori sacri come l’amicizia, lealtà e solidarietà, sacrificio. Numerosi i riferimenti alla cultura popolare giapponese e internazionale, americana soprattutto, in particolare al mondo dei Fumetti e della musica rock. La trama include, altresì, richiami al problema delle sette che tanto affligge la società giapponese.

La narrazione è non-sequenziale e contiene parecchi flashback, coprendo eventi che vanno dal 1969, i protagonisti erano dei ragazzini che sognavano di “salvare il mondo”, al 1997, al 2001, per giungere al 2014, quando la pace mondiale sembra nuovamente in pericolo e ancora oltre, all'”Era dell’Amico”, dal 2016 in avanti.

Il fumetto ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte della critica e ha vinto importanti riconoscimenti come il Premio Kodansha per i Manga nel 2001, il Premio Shogakukan per i Manga nel 2003 ed il Premio Seiun nel 2008 e la sua traduzione in inglese ha ottenuto un Eisner Award come miglior fumetto asiatico pubblicato negli Stati Uniti nel 2011 e nel 2013. Durante l’assegnazione del Grand Prize del 37º Japan Cartoonist Award, nel 2008, è stato definito un «capolavoro che è riuscito a stabilire un nuovo livello di qualità per i Manga successivi alla seconda guerra mondiale». Il Manga ha vinto il premio Kodansha per i Manga nel 2001 nella categoria generale, lo Shogakukan Manga Award nel 2003, ed il premio al miglior fumetto al Festival international de la bande dessinée d’Angoulême nel 2004 ed il Grand Prize del 37º Japan Cartoonist Award del 2008. Nello stesso anno ha vinto anche il premio al miglior Manga durante la 46ª “Convention Giapponese della Fantascienza”. All’estero, il Manga è stato premiato nel 2011 al Comic-con di San Diego con l’Eisner Award per il miglior edizione americana di un fumetto asiatico. Il Manga è stato premiato nel 2012 con l’Eagle Award come miglior Manga. Nello stesso anno ottiene una nomination per l’Eisner Award nella categoria per la miglior serie in corso mentre l’anno successivo vincerà lo stesso premio nella categoria miglior fumetto asiatico, replicando il successo ottenuto nel 2011, ed ottenendo una nomination all’Harvey Awards nel 2010 e nel 2013.

Trama…

Nel 1969 un gruppo di bambini composto da Kenji, Occio, Yoshitsune, Maruo, Yukiji e Donkey costruiscono un nascondiglio in un campo da utilizzare come base segreta e dove nascondersi per scambiarsi Manga ed ascoltare la radio. Per celebrare l’evento Occio disegna un simbolo che rappresenti la loro amicizia, composto da un occhio ed una mano che indica. Iniziano anche a fantasticare su uno scenario apocalittico, in cui dei cattivi tentano di distruggere il mondo mentre loro tentano di fermarli, trascrivendolo in un libro che chiamano Libro delle profezie. Trent’anni dopo, negli anni novanta, Kenji gestisce un minimarket insieme alla madre, prendendosi cura della figlia della sorella scomparsa. Dopo aver ricevuto la notizia che Donkey si è suicidato, Kenji viene a conoscenza di una setta comandata da una persona mascherata che si fa chiamare “L’Amico”, che utilizza lo stesso simbolo che i bambini crearono trent’anni prima e compiendo eventi simili a quelli descritti nel Libro delle Profezie, raduna così i vecchi compagni per capire chi si nasconde dietro la maschera de “L’Amico” e per tentare di fermarlo prima che distrugga il genere umano.

Disponibilità al momento del Post(22-10-21):
Panini
Prezzo € 14,90 Cad. x 11 Volumi

Nessuno:

“La giustizia non muore mai!”

Vi dirò subito questo: quando lessi per la prima volta 20Th, cominciai a distinguere i lettori di Fumetti in due categorie, quelli che avevano letto 20Th e quelli che non avevano letto 20Th.
Prima, mai avrei fatto un tale distinguo, e questo per nessun Fumetto
Ora, a pochi giorni dall’uscita del # 1 della riedizione in 11 numeri del Capolavoro di Urasawa grazie a Planet Manga Panini, riedizione che ricomprerò e rileggerò… ricomincerò a fare lo stesso medesimo distinguo!

20Th è un Fumetto, il termine Manga è riduttivo, anzi, probabilmente uno dei migliori Fumetti che siano mai stati scritti e tantomeno concepiti.
E adesso parliamone.
20Th è una Storia affascinante, coinvolgente, adrenalinica… talmente ricca di sfaccettature da non poter essere identificata con un singolo genere narrativo.
E’ una storia di avventura, fantascienza, spionaggio/complottista, c’è pure la storia d’amore, il dramma…
Insomma, è una storia per tutti e come dico sempre: se NON vi piace 20Th è un problema… vostro!

Una delle caratteristiche che più mi hanno colpito dell’Opera, è la conoscenza approfondita delle ambientazioni e delle epoche storiche in cui è ambientato, dal Giappone, ovviamente, alla Germania o all’America.
Segnale di una grande conoscenza e/o cultura dell’Autore, osannato e conosciuto in tutto il mondo ormai.
Leggendario è l’aneddoto sulla genesi di Pluto (lungo da raccontare), un altro dei suoi capolavori insieme a Monster, Billy Bat, Asadora, l’ultima sua creazione tuttora in corso di pubblicazione.

I disegni sono particolareggiati, possono certo piacere o meno ovviamente, è soggettivo, ma è indubbia la straordinaria capacità dell’Autore di tratteggiare i volti soprattutto, questo al contrario di molti Mangaka, volti capaci di esprimere le sensazioni come i pensieri del protagonista senza bisogno dell’uso dei balloon, molto europeo da questo punto di vista.
La vera forza di 20Th resta però il soggetto della vicenda, una storia talmente geniale da non crederci, costruita ed intricata a regola d’arte, senza incongruenze, passaggi a vuoto o buchi narrativi.
E questo nonostante gli sbalzi d’ambientazione e temporali che la contraddistinguono fino all’incredibile finale, con l’epilogo 21St Century Boys.
Per non parlare del numero e della varietà dei personaggi coinvolti, ognuno difficile da dimenticare, per come vengono definiti e resi incredibilmente veri grazie ad una capacità descrittiva unica.
Difficile non affezionarsi a Kenji, ovviamente, Occio, Maruo, Yoshitsune, così Kana e Yukiji su tutti.

L’uscita ufficiale è prevista a inizio novembre.
Invito tutti quanti a ordinare la propria copia per evitare di non rischiare sia ritardi che l’esaurimento della tiratura.
E anche solo per evitare di ‘rompere i rapporti’ (spoiler).

Ps: in negozio, per coloro che fossero seriamente interessati, ho a disposizione la spettacolare trilogia cinematografica Live che adatta il Manga, un blockbuster asiatico in tre parti girato negli anni 2008-2009, assolutamente da vedere credetemi!!!

Fidatevi di Nessuno

Gotcha!

BIBLIOTECA di Nessuno 005 WATCHMEN

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Watchmen è una miniserie a Fumetti scritta dall’autore britannico Alan ‘V PER VENDETTA’ Moore e illustrata dal suo connazionale Dave Gibbons.
È stata pubblicata originariamente in dodici albi mensili dalla statunitense DC Comics dal 1986 al 1987 e raccolta in volume unico già nel 1987.
La prima edizione italiana venne pubblicata come inserto della rivista Corto Maltese(Rizzoli) tra 1988 e 1990, nel 1993 seguì l’edizione in brossurato.

Dopo un numero di tentativi infruttuosi di trasporre il Fumetto in Film cinematografico, nel 2009 uscì il Watchmen di Zack Snyder, il quale purtroppo ottenne la collaborazione del solo Gibbons visto il perentorio rifiuto a qualsiasi adattamento da parte di Moore.
La particolarità innovativa che differenzia Watchmen dai Fumetti di genere che lo hanno preceduto è quella di presentare i supereroi nel loro aspetto umano e quotidiano — con i loro problemi etici e personali — piuttosto che in quello straordinario e avventuroso, “decostruendo” l’archetipo del supereroe convenzionale.
Il successo di critica e pubblico di cui godette contribuì a diffondere il genere del romanzo a Fumetti e ad aumentare la considerazione del loro valore come forma d’arte.
L’opera è considerata un titolo di riferimento del Fumetto nordamericano per aver introdotto approcci e linguaggi nuovi, oltre a temi più maturi rispetto alla maggior parte delle storie tradizionali pubblicate fino ad allora.
Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, Watchmen è a oggi l’unico Fumetto ad aver vinto un premio Hugo e a essere inserito nella lista di Time dei cento migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 a oggi.

L’opera è ambientata in un 1985 in cui Stati Uniti e Unione Sovietica sono in piena guerra fredda e sull’orlo di una guerra nucleare.
Un mondo in cui i supereroi sono realtà e hanno operato a servizio della legge come avventurieri in costume, prima di essere dichiarati fuorilegge da un decreto amministrativo che prendeva atto del crescente malcontento popolare nei loro confronti.
La storia ha inizio col ritrovamento del cadavere di un ex vigilante che mette in moto le indagini dell’ultimo avventuriero in costume rimasto in azione, il quale ipotizza l’esistenza di un complotto mirato a eliminare i vecchi supereroi ormai ritiratisi.

Parlare di Watchmen è estremamente difficile e complicato, tanto l’opera è ricca di numerose chiavi di lettura e spunti narrativi.
Ad esempio le copertine dei singoli volumi raffigurano un primo piano di un singolo dettaglio senza elementi umani presenti e costituiscono al tempo stesso la prima tavola della storia e l’ultima, così che quello che sembra «reale nel mondo reale muti un istante dopo in fumetto, un portale per un’altra dimensione».
Nelle edizioni uniche queste immagini costituiscono la prima e l’ultima vignetta di ciascun capitolo.
La funzione del titolo e dell’intestazione degli episodi è invece svolta da una versione breve di un’epigrafe tratta dalla letteratura classica o da quella pop, citazione che viene poi presentata in forma completa alla fine del capitolo stesso così da riassumere gli eventi in esso narrati e per far risaltare ancor di più la citazione, Moore scriveva la sceneggiatura dell’episodio solo dopo aver deciso quale frase utilizzare, così da inserire nel testo dei rimandi a essa.
Ogni tavola è strutturata in una rigida griglia di tre per tre vignette spesso unite e allargate — anche fino a riempire l’intera pagina — a volte ristrette, ma sempre rettangolari, con le illustrazioni che non escono mai fuori dai margini.
L’opera presenta una gran varietà di collegamenti interni, dettagli di fondo e livelli di lettura, con la presenza di «singole immagini che legano insieme l’intero Fumetto».
Uno smiley macchiato di sangue è l’immagine più ricorrente.
Sono molti i riferimenti agli orologi e al tempo in generale, che simboleggiano l’inesorabile avanzata dell’umanità verso la inevitabile distruzione.
Anche la vicenda del nodo gordiano è citata spesso.

Watchmen include una storia nella storia intitolata I Racconti del Vascello Nero (Tales of the Black Freighter), un Fumetto fittizio letto da un giovane di New York, le cui pagine compaiono nei numeri tre, cinque, dieci e undici della serie.
In esso sono narrati i disperati tentativi di un naufrago di ritornare alla propria casa per avvertire i suoi cari dell’imminente arrivo del Vascello Nero, una nave fantasma pirata la cui ciurma è composta da morti sanguinari.
Quando il naufrago, dopo essere stato costretto dall’impellenza della sua missione a costruire una zattera legando insieme dei tronchi e i cadaveri dei suoi ex compagni di viaggio e a fronteggiare un attacco di un branco di squali, giunge infine al suo villaggio, è convinto di trovare la città già in mano a questi.
Uccide quindi una coppietta e la propria moglie, scambiandoli, al buio, per dei pirati.
Dopo essersi reso conto di quello che la paranoia lo ha portato a fare, ritorna alla spiaggia dove scopre che il Vascello Nero non è venuto a saccheggiare la città ma a prendere lui.
Questo racconto vuole fungere da commento e da metafora della trama principale stessa.
L’inesorabile avvicinarsi della nave nera, dispensatrice di morte, simboleggia inoltre la guerra atomica che incombe sul mondo di Watchmen; è interpretabile come un’allegoria di «Rorschach e della sua cattura.

La premessa iniziale della serie era esaminare come si sarebbero inseriti i supereroi in un “mondo credibile e realistico” e, con l’aumentare della complessità della storia, il tema si spostò sull’«idea di potere e sulla manifestazione del superumano nel mondo reale».
Il titolo è un riferimento alla massima latina di Giovenale «Quis custodiet ipsos custodes?» che in inglese si traduce in Who watches the watchmen? ovvero “Chi controlla i sorveglianti?”.
La serie esplora infatti la percezione della figura dell’autorità da parte dell’opinione pubblica: prima del decreto Keene, quando l’autorità degli avventurieri in costume è istituzionale, essi sono generalmente apprezzati e sostenuti, dopo divengono invece oggetto di aspre battaglie mediatiche, non appena vengono sollevate vaghe questioni di responsabilità e colpevolezza.
Moore non era a conoscenza dell’origine della frase fino a quando Harlan Jay Ellison non lo informò della satira latina, che trovò perfetta «per il contesto di Watchmen».
I vigilanti in costume costituiscono infatti un ammonimento dell’autore nell’affidarsi acriticamente alle scelte che altri compiono per noi, un «deporre le responsabilità per le proprie vite e per il futuro» affidandole a individui che dovrebbero “proteggerci” ma che potrebbero distruggerci al contempo.

Watchmen venne pubblicato per la prima volta in italiano tra il 1988 e il 1990, con una traduzione curata da Stefano Negrini.
In questa edizione furono tuttavia eliminati i testi complementari.
Nel corso degli anni l’opera è stata edita in altre versioni anche da Play Press, Planeta De Agostini e RW Edizioni, fino all’edizione più recente, targata Panini Comics.

L’opera fu acclamata dal pubblico e dalla critica e venne adottato come materiale di studio in alcuni corsi universitari.
A causa della sua maturità, Watchmen fu etichettato come romanzo a Fumetti e contribuì insieme a
Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller (1986) e a Maus di Art Spiegelman (1987) a diffondere la denominazione di Graphic novel come opera artisticamente e tematicamente assimilabile alla letteratura e quindi superiore al resto delle pubblicazioni, considerate all’epoca poco più di un genere di consumo.
Watchmen ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nel panorama del Fumetto.
Nel 1987 è risultato vincitore di tre Kirby Awards nelle categorie miglior nuova serie, miglior scrittore e miglior scrittore/disegnatore. Nel 1988 hanno fatto seguito sette Harvey Awards per miglior scrittore, miglior artista o disegnatore, miglior serie in corso o limitata, miglior album grafico, miglior colorista, miglior numero singolo (#9) e il premio speciale per l’eccellenza nella produzione. Questo oltre a quattro Eisner Award per miglior scrittore, miglior scrittore/disegnatore, miglior miniserie e miglior album grafico. La ristampa Absolute fu insignita nel 2006 di un Eisner Award nella categoria miglior raccolta formato comic book. Watchmen fu inoltre il primo e unico romanzo a Fumetti che ha ricevuto un premio Hugo nella categoria altre forme, nel 1988, prima dell’introduzione di una categoria specifica dedicata alle storie grafiche nel 2009.
Col tempo, Watchmen acquisì progressivamente un rango di classico ed è spesso citata come una delle migliori, se non la migliore, serie a Fumetti di tutti i tempi.

Watchmen… Stan ‘L’uomo’ Lee lo ha definito «Il mio fumetto preferito fuori dalla Marvel.»

Disponibilità al momento del Post(25-09-21):
Panini
Prezzo € 37,00

Nessuno:

Scrivere/parlare di Watchmen è complicato.
Troppe sono le argomentazioni come avete già letto più sopra nella lunga descrizione della foto.
Perciò, mi limito a dirVi comprate Watchmen e rendete straordinaria la vostra biblioteca.
Ma…
Se mi consentite, nel tempo il Capolavoro è stato arricchito da nuove interessanti realtà.
Dapprima ecco Before WATCHMEN (8 miniserie e un one-shot: un totale di 37 capitoli), seguito nel triennio 2017/2019 da DOOMSDAY Clock € 40,00 (Sequel) con il preludio BATMAN/FLASH: La SPILLA € 16,00 e ora da Rorschach, in corso di pubblicazione.
Tutte da leggere, con particolare riguardo al sorprendente Sequel di Geoff ‘Lanterna’ Johns e Gary ‘Hulk’ Frank.
Fidatevi di Nessuno
Gotcha!

BIBLIOTECA di Nessuno 004 AKIRA

A seguire le personali ‘considerazioni’ di Nessuno —> leggetele, altrimenti vengo a casa vostra e vi strappo tutti i Fumetti

Akira è un Manga cyberpunk, realizzato dal maestro Katsuhiro Ōtomo e serializzato in Giappone dal 6 dicembre 1982 all’11 giugno 1990 sulla rivista della Kōdansha Young Magazine e successivamente raccolto in sei volumi/Tankōbon.

Trama

Ambientato in una Neo-Tokyo post apocalittica, Akira ruota attorno al tentativo di Kaneda, il leader di una banda adolescenziale di motocilisti, dell’attivista politica Kei, di un trio di esper e del colonnello Shikishima di impedire a Tetsuo, un amico d’infanzia di Kaneda che sviluppa poteri ESP che lo rendono mentalmente instabile, di sconquassare la città e di risvegliare un misterioso individuo dotato degli stessi poteri e chiamato Akira.

Akira fu senza dubbio alcuno uno dei primi Manga a essere esportato con successo in Occidente e, pur senza raggiungere il successo commerciale di altri Fumetti come Dragon Ball o Sailor Moon ad esempio, è considerata l’opera che ha fatto da apripista alla diffusione del fumetto giapponese nel mondo.

Nel 1988 Ōtomo ne ha tratto un film omonimo, acconsentendo l’adattamento Anime solo a patto che gli venisse concesso il pieno controllo creativo. Il film venne distribuito in vari Paesi occidentali tra il 1989 e il 1992. Sebbene l’ambientazione, la trama di base e i personaggi siano ripresi fedelmente dal Manga, il film si discosta poi considerevolmente dalla sua controparte cartacea, tagliando per problemi di spazio ed esigenze narrative sia personaggi che buona parte della seconda metà del manga.

Akira venne esportato per primo negli Stati Uniti da Epic Comics, etichetta di Marvel Comics, dove fu pubblicato dal 1988 al 1995 in un’edizione in 38 volumi. Per avvicinare l’opera ai gusti di un pubblico occidentale, Epic Comics ribaltò l’ordine di lettura originale in modo che fosse da sinistra a destra, modificando di conseguenza l’ordine di alcune vignette e il posizionamento dei balloon. E inoltre commissionò a Steve Oliff la colorazione integrale delle tavole. Fu lasciata libertà di scelta sul modo di colorare da parte di Ōtomo e del suo editore, quindi Oliff utilizzò per la prima volta una colorazione al computer per un fumetto, sfruttando una tecnologia all’epoca innovativa e oltre le possibilità giapponesi, che risultò più discreta delle colorazioni che si erano viste fino ad allora. Il lavoro di Oliff giocò un ruolo determinante nel successo di Akira in Occidente e rivoluzionò il processo di colorazione dei fumetti.

La prima edizione italiana risale al 1990, composta da 38 volumi a cura della Glénat Italia che tuttavia fallì prima della conclusione della serie; gli ultimi due episodi, infatti, vennero pubblicati a due anni e mezzo di distanza dalla Planet Manga, etichetta della Panini Comics. Questa prima edizione riproponeva la colorazione eseguita da Oliff per l’edizione statunitense. Nel novembre 1998 la Planet Manga curò una nuova edizione in bianco e nero composta da 13 volumi conclusasi nel novembre 2000. Sempre la Planet Manga realizzò una terza edizione con la stessa divisione in sei volumi dell’edizione giapponese. Questa versione, intitolata Akira Collection e anch’essa in bianco e nero, fu edita con cadenza mensile dal settembre 2005 al febbraio 2006. Tutte e tre le prime edizioni italiane non conservano l’ordine di lettura giapponese. Da marzo 2021 Planet Manga ha reso disponibile una nuova edizione sempre in sei volumi, in cui è stato ripristinato il senso di lettura alla giapponese con, inoltre, una nuova traduzione e nuovi effetti di spugnatura.

Disponibilità al momento del Post(10-09-21):
Panini
Prezzo € 22,00 Cad. x 6 Volumi

Nessuno:

Quando conobbi Akira, ero un giovane Biker senza futuro che vagava nelle strade polverose e pericolose del Bronx piacentino.
E credeva ancora nel futuro.
Prima di crescere, perdere la speranza e diventare la mente eletta e cinica di oggi.

I disegni pazzeschi, i palazzi e le affascinanti e insieme terribili lande desolate, le esplosioni, sì, le esplosioni… quanto Bastard e Berserk (per citarne alcuni) siano debitori di Akira non è dato sapere.

Una società al collasso, dove non esistono regole e la violenza dilaga.
Un mondo in decadenza tra paesaggi desolati e motociclette iper tecnologiche che ne esaltano l’inadeguatezza.
Una banda di adolescenti senza futuro e due ragazzi cresciuti seguendo gli insegnamenti della strada finendo per intraprendere scelte diverse.

Tetsuo e Kaneda hanno sofferto, provato dolore, smarrito i grandi ideali.
Il primo decide di essere un demone, il secondo non abbandona la speranza.
Non bisogna avere superpoteri per essere eroi e non servono eroi per salvare il mondo.
Serve affrontare la paura e usarla per spingerci a trovare la ragione per essere migliori.
Così le scelte ed i ragazzi si devono scontrare.

L’edizione indubbiamente migliore del capolavoro di Otomo proposta attualmente in Italia dalla Panini è disponibile adesso, non osate assolutamente perderla, perché nessuno è in grado di sapere quanto può restare disponibile/ordinabile quest’edizione: ascoltatemi e assicuratevi ora un posto nella vostra biblioteca per quest’opera immortale.
Fidatevi di Nessuno
Gotcha!

BIBLIOTECA di Nessuno 003 MAUS

A seguire le personali ‘considerazioni’ di Nessuno —> leggetele, altrimenti vengo a casa vostra e vi strappo tutti i Fumetti

Maus (Maus: A Survivor’s Tale) è un ROMANZO A FUMETTI di Art Spiegelman capace di vincere lo speciale Award del Premio Pulitzer, ambientato durante la seconda guerra mondiale e incentrato sull’Olocausto, creato sulla base dei racconti del padre dell’autore, un sopravvissuto ai campi di concentramento di Majdanek e Auschwitz.

L’opera è suddivisa in due parti:
Mio padre sanguina storia – composta da 6 capitoli pubblicati per la prima volta nel 1986 (in Italia nel marzo 1989 da Milano Libri), mostra il rapido inasprimento delle condizioni di vita degli ebrei polacchi negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della guerra
E qui sono cominciati i miei guai – composta da 5 capitoli pubblicati per la prima volta nel 1991 (in Italia nel settembre 1992 sempre da Milano Libri), dà invece un chiaro spaccato della vita dei deportati all’interno del campo di concentramento negli anni della guerra

A spezzare la narrazione delle vicende d’epoca nazista, si interpongono istantanee di vita quotidiana che mostrano il difficile rapporto tra Spiegelman e il padre: il padre reduce dagli orrori del nazismo, ha uno stile di vita impossibile che impone anche a chi gli sta intorno (raccoglie e conserva anche il filo di rame che trova per strada); il figlio all’apparenza indifferente (la cui vita insieme alla fidanzata Françoise fa da cornice alle vere vicende centrali dell’opera), è tormentato da un enorme senso di inadeguatezza di fronte a ciò che ha vissuto il genitore.

Tutto questo si trasforma, nel finale, in una sorta di autoanalisi dell’autore, che capisce appieno il significato di essere figlio di un deportato, mostrando come gli orrori patiti dai genitori si siano estesi anche alla generazione successiva.

I personaggi dell’opera sono rappresentati non in forma umana, bensì in quella animale, che caratterizza la loro posizione sociale, secondo una serie di metafore; per esempio, i protagonisti, gli ebrei perseguitati, sono rappresentati da dei topi (Maus in lingua tedesca significa proprio “topo”), e sono contrapposti ai nazisti dipinti come gatti; i francesi diventano rane, i polacchi maiali, gli americani cani…

Disponibilità al momento del Post(26-08-21):
Einaudi
Prezzo € 26,00

Nessuno:

A settembre, finalmente ritorna disponibile e lo fa in un’edizione degna uno dei capisaldi del Fumetto mondiale.
Tuttavia, al contrario delle altre opere di cui ho parlato e parlerò, Maus, in effetti, non è per tutti.
Per l’argomento trattato (e qui aggiungo un purtroppo) e per il livello di narrazione, altissimo.
Se però quello che volete è arricchire in modo importante la vostra biblioteca personale, ebbene Maus non potrà che soddisfare decisamente le vostre esigenze.
Davvero sono estremamente rare le storie che possono in qualche modo rivaleggiare in termini culturali e di impegno nella lettura con quest’ultima.
Insieme a L’Eternauta, Maus è imprescindibile quanto allo stesso tempo impegnativo.
Come ho detto, non è per tutti.
Fidatevi di Nessuno
Gotcha!

BIBLIOTECA di Nessuno 002 L’ETERNAUTA

A seguire le personali ‘considerazioni’ di Nessuno —> leggetele, altrimenti vengo a casa vostra e vi strappo tutti i Fumetti

L’Eternauta (El Eternauta) è un fumetto di fantascienza scritto da Héctor Oesterheld e disegnato da Francisco Solano López, pubblicato dal 1957 sulla rivista Hora Cero, in Argentina, dove raggiunse una notevole fortuna, venendo ristampato più volte. Un successo estesosi anche nel resto del mondo tanto da fargli raggiungere una fama tale da venire considerato un capolavoro del fumetto mondiale. La saga fu riscritta da Oesterheld nel 1969, rendendo più espliciti i riferimenti alla situazione geopolitica del sudamerica del periodo e fu ridisegnata da Alberto Breccia in una personalissima e innovativa versione che viene essa stessa considerata un capolavoro dalla critica. La trama è spesso considerata una sorta di anticipazione del golpe argentino del 1976 di Jorge Videla, del quale rimarrà vittima lo stesso Oesterheld, purtroppo desaparecido nel 1977.

Questa la trama/spoiler: una notte di un giorno imprecisato della seconda metà del XX secolo un uomo si materializza improvvisamente a casa di uno scrittore di fumetti di Buenos Aires. Si chiama Khruner, ossia “il vagabondo dell’infinito” e spiega di essere “l’eternauta”, un pellegrino dei secoli che vaga alla ricerca della sua epoca e del suo mondo. Khruner inizia quindi a raccontare allo scrittore la propria storia. A seguito di una “nevicata” di origine aliena viene decimata la popolazione di Buenos Aires. I sopravvissuti si organizzano con tute e respiratori per sopravvivere. I militari organizzano la difesa contro gli invasori alieni raggruppando i sopravvissuti nello stadio monumentale della città. Dopo vari attacchi da parte di insetti-robot telecomandati e di un’astronave aliena, prende avvio una guerra di logoramento psicologico dove gli assediati nello stadio incominciano ad avere allucinazioni provocate da una nuvola bianca artificiale.
Khruner e altri escono in esplorazione e si imbattono in alcuni uomini ai quali gli alieni hanno applicato degli apparecchi per ridurli all’obbedienza. Così si ritrovano faccia a faccia con uno degli invasori, noti come kol, che riescono a prendere come prigioniero. Questi rivela che i kol non sono i veri invasori: per sottometterli ai propri voleri, i veri invasori hanno innestato ai kol una ghiandola che li fa morire nel momento in cui provano paura. I veri invasori hanno sottomesso anche i gurbos, mostruose creature che fanno parte anch’esse dell’avanguardia dell’invasione aliena. Khruner torna allo stadio per riferire quanto ha scoperto. I militari decidono di attaccare gli invasori ma vengono decimati dagli uomini-robot e dai gurbos. Khruner con altri arrivano nel quartier generale dell’invasione aliena dove neutralizzano il congegno che comanda a distanza gli attacchi e dopo riescono a lanciare una testata nucleare che sembra aver sconfitto gli alieni. Ma poco dopo riprende a nevicare. Ascoltando la radio il gruppo scopre che ci sono altri sopravvissuti in altre parti del mondo e si stanno organizzando centri di raccolta dove i nostri si dirigono, ma risulta trattarsi di un inganno, dal quale però Khruner e la sua famiglia riescono a salvarsi. Per sfuggire Khruner riesce a rifugiarsi nell’astronave degli alieni e, tentando di manovrarla, aziona casualmente una sorta di macchina del tempo e si ritrova a vagare per mondi paralleli. Qui finisce il lungo racconto allo scrittore. Khruner intuisce di essere riuscito a tornare nel suo universo e ritrova la sua famiglia. Lo scrittore intuisce invece che quello che gli è stato raccontato corrisponde a ciò che accadrà alla Terra e la storia si conclude con il fumettista davanti alla casa di Khruner, preoccupato per quello che succederà in futuro, e si domanda come potrà evitare tutto questo orrore, forse pubblicando tutto ciò che l’Eternauta gli ha raccontato, sotto forma di fumetto.

La serie venne pubblicata inizialmente sul periodico argentino Hora Cero Suplemento Semanal dal 4 settembre 1957 e, nel 1961, venne ristampato su una testata omonima. Nel 1969 Oesterheld decise di riscriverne la sceneggiatura, aumentando i riferimenti politici ed enfatizzando la violenza, facendone un’aperta critica al regime dittatoriale e all’imperialismo degli Stati Uniti. Questa versione, disegnata da Alberto Breccia in un particolare stile sperimentale, venne inizialmente pubblicata sul settimanale argentino Gente y la Actualidad; in seguito venne pubblicata in altri Paesi su varie pubblicazioni come Linus, El Globo, alteralter, Il Mago, Charlie Mensuel e Métal Hurlant. Un secondo ciclo di storie scritto da Oesterheld e disegnato da López venne pubblicato dal dicembre 1975; la trama è sempre più orientata alla critica politica, con Oesterheld stesso che diventa un personaggio narrante nella storia; lo sceneggiatore, che nel frattempo si era unito al movimento dei Montoneros, ne continuò a scrivere i capitoli successivi fino alla sua scomparsa a seguito di rapimento nell’aprile del 1977. La saga è continuata dopo la morte di Oesterheld scritta da altri autori.

Disponibilità al momento del Post(30-07-21):
001Edizioni
Prezzo € 26,00

Nessuno:

Se dovessi dirVi qual è il Fumetto/Opera più importante della storia e mio preferito in assoluto, probabilmente non avrei dubbi: L’Eternauta
L’Eternauta è una storia di fantascienza ma esattamente come per THE WALKING DEAD non ha importanza il genere letterario, l’ambientazione nè l’avversario del conflitto, alieni o morti viventi che siano.
E’ una storia di legami e sopravvivenza
Una storia di amicizia e di lotta per la libertà
E’ un’incredibile avventura mista di eroismo e sacrificio
E paura…
E’ nello stesso tempo una metafora del regime militare che investì il Sudamerica in quegli anni di piombo.
Una storia d’importanza epocale sia a livello di nuvole parlanti che appunto per l’insensata sparizione dell’Autore nell’Argentina dei cosiddetti desaparecidos vent’anni dopo (1977) l’inizio della sua pubblicazione (1957).
Le cinque figlie attiviste di sinistra dell’Autore subirono una sorte simile, prelevate e uccise da squadre armate.
E se non sapete di cosa sto parlando allora meno Maria De Filippi e più libri di storia peste!!!!!
La descrizione realistica, evocativa e potente a partire dai personaggi della vicenda fino ai particolari della vita normale prima dell’invasione, i fenomenali disegni insuperabili per dinamismo dei chiaroscuri, l’orrore, lo scenario profetico in tanti suoi aspetti rendono l’opera intramontabile.
L’Eternauta è figlio del suo tempo, eppure resta inalterato l’immutabile fascino della migliore sci-fi.
Davvero, leggetelo, Vi prometto una storia che vi appassionerà e se non sarà così allora è un problema… vostro.
E oggi Netflix annuncia una nuova serie televisiva dedicata a questa opera senza tempo.
Un aneddoto personale, lessi per la prima volta questa storia quando non ero ancora la mente eletta che avete di fronte ma l’equivalente intellettuale di un gracile corpicino (niente battute grazie) e credetemi, in quegli anni non vidi mai più le nevicate con gli occhi di prima (l’inizio dell’incredibile avventura del vagabondo dell’infinito), o perlomeno non come le attendevo da bambino.
Fidatevi di Nessuno
Gotcha!

BIBLIOTECA di Nessuno 001 BONE

A seguire le personali ‘considerazioni’ di Nessuno —> leggetele, altrimenti vengo a casa vostra e vi strappo tutti i Fumetti

Pubblicato negli Stati Uniti d’America tra il 1991 e il 2004, narra delle avventure di tre Bone (creature bianche, antropomorfe e dal lungo naso): Fone Bone e i suoi due cugini Phoney Bone (diminutivo di Phoncible P. Bone) e Smiley Bone. I tre Bone, in fuga da Boneville, la loro città, si perdono in un deserto pietroso e raggiungono infine una vallata sconosciuta. Qui vengono coinvolti nello scontro in atto tra gli esseri umani e delle creature pelose note come “creature ratto” (in originale «rat creatures», precedentemente resi con «Rattodonti»), comandati da un misterioso personaggio chiamato l’Incappucciato.

Bone ha la particolarità di unire il tratto semplice tipico del fumetto umoristico statunitense con una narrazione continuata che fonde un tono comico con uno maggiormente epico e drammatico. Col proseguire della storia i tratti cupi si fanno via via predominanti. Opere a cui Bone può essere accostato, specie nello stile grafico, sono Cerebus di Dave Sim e Pogo di Walt Kelly.

I tre personaggi principali sono inoltre simili a tre corrispettivi disneyani: Fone Bone ricorda sia il Topolino degli anni Trenta e Quaranta, e in parte anche il Paperino più avventuroso e ottimista; Phoney Bone è un Paperone maggiormente pieno di sé e meno previdente; Smiley Bone, invece, richiama alla mente un Pippo un po’ furbacchione.

Notevoli in tal senso sono anche altre somiglianze tra il fumetto di Jeff Smith e, più nello specifico, le storie dei paperi disneyani ideati da Carl Barks: i Bone sono tre cugini, mentre Boneville è un corrispettivo di una città statunitense (al pari di Topolinia o di Paperopoli) dove si usano i dollari e si leggono fumetti e classici della letteratura (come il libro Moby Dick che Fone Bone porta con sé).

L’edizione italiana di Bone, iniziata nel 1996 e conclusa dieci anni dopo, nel 2006, ha incontrato numerose difficoltà. Pubblicato inizialmente dalla casa editrice Macchia Nera (in un’edizione da edicola e successivamente in una per sole fumetterie), quando l’editore fallisce, Bone viene portato avanti dalla Lexy Production, la quale riesce a pubblicarne un solo volume prima di chiudere anch’essa. Successivamente il fumetto viene recuperato da Panini Comics, che pubblica gli ultimi tre volumi della saga.

La Panini Comics, a partire dal 2007, ha fatto partire una nuova ristampa completa in 10 volumi a colori. Negli Stati Uniti, in seguito alla conclusione dell’opera, ne è stata proposta un’edizione in volume unico. Nel 2011 BAO Publishing ha pubblicato l’edizione integrale di Bone in un unico volume.

Nel 2005 è stato pubblicato un videogioco episodico, di genere avventura grafica, ispirato al primo volume della serie e intitolato Bone: Out from Boneville. Nel 2006 è stato anche realizzato un seguito, dal titolo Bone: The Great Cow Race. Entrambi i giochi sono stati sviluppati dalla Telltale Games.

L’ Autore Jeff Smith (McKees Rocks, 27 febbraio 1960) è un fumettista statunitense, considerato uno dei promotori del Self-Publishing Movement degli anni novanta, ovvero figura fondamentale tra quegli autori che hanno promosso la strada dell’auto produzione per quanto riguarda realizzazione e pubblicazione delle loro opere, questo attraverso la Cartoon Books, casa editrice indipendente da lui fondata e gestita.

Tra il 1993 e il 1995 Jeff vince, per la serie Bone, 3 Eisner Award consecutivi nella categoria Best Humor Publication (o miglior serie a fumetti umoristica). Nel 1994 e nel 1995, Bone si aggiudica l’Eisner anche come Best Continuing Series (o miglior serie regolare). Premio che viene avvalorato dalla moltitudine di serie regolari distribuite all’epoca, sia dalle due major Marvel e DC ma anche dalla neonata Image Comics. Nel 1994 a Jeff Smith viene inoltre assegnato l’Eisner nella prestigiosa categoria di Best Writer (o miglior scrittore dell’anno). Sempre nello stesso anno riceve l’award anche per la Best Serialized Story (ovvero il miglior arco narrativo pubblicato in quell’anno all’interno di una serie regolare o limited-series). Si tratta dello story-arc The Great Cow Race, serializzato nei nn.8-10 di Bone. Nel 1995 e nel 1998 vince l’Eisner Award come Best Humor Writer (o miglior scrittore umoristico). Nel 2005 riceve l’Eisner Award nella categoria Best Graphic Album Reprint ovvero il riconoscimento che premia la miglior raccolta in volume (trade paperback o cartonato) di materiale a fumetti già pubblicato. Da qui il termine reprint (o ristampa). L’opera in questione è Bone Volume One Edition edita dalla Cartoon Books.

Disponibilità al momento del Post(25-06-21):

BAO

Prezzo € 59,00

Nessuno:

Bone è uno dei miei 3 Fumetti ‘indipendenti’ – cioè NON legati alle grandi major come Marvel o Dc – preferiti!!!

Non chiedetemi quali sono gli altri due, prossimamente li troverete in questo Album.

Il perchè della mia scelta di partire nella biblioteca con il Fumetto di Smith è semplice.

Come sapete, e se non lo sapete… sapevatelo, riuscire a fare ridere e piangere in una medesima opera (film, Libro, Fumetto…) è alquanto difficile e farlo bene estremamente raro credetemi.

Ebbene, Bone ci riesce egregiamente

Un’opera indubbiamente per tutti che inizia facendoti sorridere con i suoi tre strampalati protagonisti, proseguendo in seguito in una situazione ben più drammatica, leggi Guerra…

A tanti ho consigliato e fatto leggere questo Signore degli Anelli a Fumetti

E sto ancora aspettando il primo a cui non è piaciuto ok?

Quindi leggete Bone, per tutti i tamburi di Darkwood!!!!!

Fidatevi di Nessuno

Gotcha!