Ultimo aggiornamento:
19/05/2026
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FRANKENSTEIN JUNIOR

Anno: 1974
Regia di: Mel Brooks
Genere: Commedia
"Ci sono domande prima che prosegua?" "Io avrei una domanda Dottor Frankenstein..." "Si legge Frankenstin." "Come prego?" "Il mio nome si pronuncia Frankenstin."
Sì, sì, sì! Lo sanno tutti che cosa faceva! Ma io preferisco essere ricordato per il mio piccolo contributo alla scienza e non per la mia accidentale discendenza da un famoso... coglione!
Mi sembra di aver letto qualcosa in proposito quando ero studente, ma tenga presente che un verme, con pochissime eccezioni, non è un essere umano.
Io sono uno scienziato, non un filosofo... c'è più probabilità di rianimare questo bisturi che riparare un sistema nervoso spezzato!
"Ma lei dimentica il lavoro di suo nonno!" "Il lavoro che ha fatto mio nonno è solo cacca. La morte a me non interessa... la sola cosa che riguarda me è la conservazione della vita. Adesso la lezione è terminata."
"Freddy, tesoro... oh come faccio a dire in due minuti quello che mi ci è voluto tutta una vita a comprendere?" "Perché non provi?" "D'accordo. Sei tutto maschio... sono tua, fai ciò che vuoi di me! Che altro posso dire?"
"Sei incorreggibile." "Vorrebbe dire che mi ami?" "Ci puoi scommettere le mutandine."
"Dottor Frankenstein?" "Frankenstin." "Vuol prendermi in giro?" "No, si pronuncia Frankenstin." "Allora dice anche Fredraich." "No, Frederich." "Beh, perché non è Fredraich Frankenstin?" "Non lo è, è Frederich Frankenstin." "Capisco." "Tu devi essere Igor." "No, si pronuncia Aigor." "Ma, mi hanno detto che era Igor." "Beh, avevano torto... non le pare?"
"Non voglio metterti in imbarazzo ma sono un chirurgo di una certa bravura, potrei forse aiutarti con quella gobba." "Quale gobba?"
"Certe volte io molta paura di lampi." "E' una scarica atmosferica, nient'altro... niente di cui impaurirsi."
"Lupo ulula." "Lupo ululà?" "Là." "Cosa?" "Lupo ululà e castello ululì." "Ma come diavolo parli?" "E' lei che ha cominciato." "Nooo, non è vero." "Non insisto, è lei il padrone."
Io sono Frau Blücher.
"Buonanotte." "Il dottore gradisce un brandy prima di ritirarsi?" "No... grazie." "Una buona camomilla, può darsi?" "No, grazie mille comunque... no grazie." "Orzata con latte?" "Niente, grazie... sono alquanto stanco." "Allora io dico... buonanotte." "Buonanotte."
Nonononono... no, non sono un Frankenstein. No non sono un Frankenstein, sono un Frankenstin. Non dite balle. Non ho creduto mai al destino. Non lo griderò. Ah, va bene, va bene, hai vinto, hai vinto, mi arrendo, griderò, griderò. Il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!
Rimetta... a posto... la... candela.
Sono sceso col montavivande, ho sentito una stranissima musica da sopra, in cucina, e così l'ho seguita fin qua... ho fatto un colpo gobbo!
Aspetti padrone, potrebbe essere pericoloso... vada avanti lei!
Finché dal mezzo di queste tenebre una luce improvvisa mi illuminò, una luce così brillante e portentosa eppure così semplice... cambiare i poli da positivo a negativo e da negativo a positivo. Io solo sono riuscito a scoprire il segreto di infondere la vita. Macché, anche di più: io, proprio io sono divenuto capace di animare nuovamente la materia inanimata!
Si... può... fare!
"Che lavoro schifoso." "Potrebbe esser peggio." "E come?" "Potrebbe piovere."
Da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle 'io sono l'uomo', il nostro grande terrore è stato sempre la conoscenza della nostra mortalità... da stanotte lanceremo il guanto della scienza contro lo spaventoso volto della morte stessa, stanotte noi ascenderemo nell'alto dei cieli, sfideremo il terremoto, comanderemo il tuono e penetreremo fino nel grembo dell'impervia natura che ci circonda!
Dagli vita! Dagli vita, capito? Dai vita alla mia creatura... dagli vita!!!
No, no... su col morale... se la scienza ci insegna qualcosa... ci insegna ad accettare i nostri fallimenti... come i nostri successi... con calma, dignità e classe.
Quando la sorte t'è contraria e mancato t'è il successo, smetti di far castelli in aria e va a piangere sul...
E' vivo! E' vivo! E' vivo, vivo!
"Presto, dategli il..." "Cosa... dategli cosa? Cerchi di mimarlo! Quattro sillabe, prima sillaba: suona come?" "Te? Suona come 'me'? Te?" "Se... sì." "Seconda sillaba, preposizioni come in, con, zu?" "Da." "Se da... ha detto 'sedano'!" "Come?" "Dare?" "Se dare dava sedadavo... date un sedadavo!" "Tivo... sedativo!" "Ci ho azzeccato!" "Sedadavo?"
"Ehm, ti dispiacerebbe dirmi di chi era il cervello che gli ho messo dentro?" "Non si arrabbierà, eh?" "No, io non mi arrabbierò!" "A. B. qualcosa..." "A. B. qualcosa... A. B. chi?" "A. B. Norme." "A. B. Norme?" "Sono quasi sicuro che era quello il nome." "Vorresti dire che io ho messo un cervello 'abnorme'... in un energumeno lungo due metri e venti e largo come un armadio a due ante?"
"Dottor Frankenstin... lei sta bene?" "Il mio nome è Frankenstein!"
Se solo in qualche modo potessi alleviare il peso di tue delusioni, se io trovassi modo di consolare tutte tue sofferenze... se io potessi io mi prenderei tutto tuo pene!
"Mi scusi, carina... che cos'è che fa esattamente con lui?" "Beh, io assisto dottor Frankenstein in laboratorio, facciamo discussioni intellettuali, insomma... ce ne stavamo facendo proprio una stupenda mentre lei stava arrivando qui!"
Tutta la gente ha avuto per me sempre odio e disprezzo, guardavano il mio viso e il mio corpo e correvano via inorriditi. Nella mia solitudine avevo deciso che se non riuscivo a suscitare l'amore che profondamente agognavo... avrei suscitato paura! Io vivo perché questo povero caro genio squinternato mi ha dato la vita. Soltanto lui mi considerava come qualcosa di bello. E poi quando gli sarebbe stato facile rimanere al sicuro egli ha usato il suo corpo come fosse una cavia per darmi un cervello normale e un modo più sofisticato e civile di esprimermi.
Sempre libera degg'io folleggiare di gioia in gioia...