Ultimo aggiornamento:
16/02/2026
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IL LABIRINTO DEL FAUNO

Anno: 2006
Regia di: Guillermo Del Toro
Genere: Drammatico
Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del Sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del Sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare.
Tanti tanti anni fa in un paese lontano e triste, c'era un'enorme montagna di roccia aspra e scura. Al tramonto, il giorno seguendo l'altro giorno, in cima ad essa sbocciava sempre una rosa che aveva il potere di rendere gli uomini immortali, ma nessuno osava avvicinarsi perché le sue spine erano velenose. Gli uomini parlavano sempre della paura della morte e del dolore ma mai della promessa di immortalità e tutte le sere la rosa appassiva non potendo donare a nessuno il suo potere, persa, abbandonata in cima a quella montagna di arida pietra, sola fino alla fine dei tempi.
Un figlio deve nascere ovunque si trovi il padre.
Io ho avuto tanti nomi, nomi così vecchi che solo il vento e gli alberi lo ricordano... sono la montagna, il bosco e la terra, sono un fauno.
Nella notte dei tempi, quando il bosco era giovane, gli animali, gli uomini e le creature magiche vivevano in armonia. Si proteggevano gli uni con gli altri. E dormivano insieme all'ombra di un grande albero che vive sulla collina vicino al mulino. Ora quell'albero sta morendo. I suoi rami sono secchi, il suo tronco vecchio e curvo. Sotto le sue radici ha fatto nido un enorme rospo che gli impedisce di guarire. Dovrai mettere le tre pietre di ambra magica nella sua bocca e recuperare una chiave dorata che nasconde nel ventre... solo così l'albero tornerà a fiorire.
Sono qui perché voglio che mio figlio nasca in una Spagna nuova e civile. Perché quegli uomini smerciano un concetto sbagliato. Che siamo tutti uguali. Ma c'è una differenza sostanziale. La guerra si è conclusa e noi abbiamo vinto. E se dovremo uccidere quei figli di puttana per dimostrarlo al mondo intero, allora li ammazzeremo... senza esitare. Siamo tutti qui per scelta.
Gli uomini della sua divisione raccontano che quando il generale Vidal morì sul campo di battaglia, scagliò il suo orologio contro un sasso affinché il figlio potesse sapere l'ora esatta della sua morte... affinché sapesse come muore un uomo coraggioso.
Questo è il pane quotidiano nella Spagna di Franco!
Col gessetto disegnerete una porta in qualsiasi punto della vostra stanza. Una volta che la porta si sarà aperta, capovolgerete la clessidra. Lasciatevi guidare dalle fate. Non bevete né mangiate nulla durante la vostra sosta. E tornate prima che l'ultimo granello di sabbia sia caduto.
Fratellino? Se puoi sentirmi... qui le cose non vanno per niente bene, ma presto dovrai uscire. Hai fatto ammalare la mamma. Quando uscirai, voglio chiederti una cosa, una sola, di non far soffrire mamma e la conoscerai. E' molto carina, anche se a volte si rattrista per qualche giorno. Ma vedrai, quando sorride ti piacerà tantissimo. Senti, se mi obbedirai ti prometto una cosa. Ti porterò nel mio regno e diventerai un principe. Te lo prometto. Un principe.
Le cose non sono così semplici, stai diventando grande. E presto capirai che la vita non è come nelle tue favole. Il mondo è un luogo crudele, lo imparerai anche... se sarà doloroso.
La magia non esiste, non esiste per te, non esiste per me, non esiste per nessun altro!
Obbedire senza pensare, così istintivamente lo fa solo la gente come lei... capitano.
Perché le vie del Signore sono imperscrutabili, perché nella sua parola e nel suo mistero è racchiusa l'essenza della sua misericordia. Perché sebbene Iddio ci invii il suo messaggio, è nostro compito decifrarlo. Perché aprendo le nostre braccia, la terra riceve un involucro vuoto privo di significato non più riconoscibile. Lontana è l'anima nella gloria eterna, perché è nel dolore che troviamo il senso della vita e lo stato di grazia che perdiamo alla nascita. Perché Dio nella sua infinta saggezza consegna nelle nostre mani la soluzione e perché solo nella sua assenza fisica si riafferma il luogo che egli occupa nelle nostre anime.
Avete preferito versare il vostro sangue piuttosto che quello di un innocente... questa era l'ultima prova, la più importante.
E si dice che la principessa discese nel regno paterno e che lì regnò con giustizia e benevolenza per molti secoli, che fu amata dai suoi sudditi e che lasciò dietro di sé delle piccole tracce del suo passaggio sulla terra... visibili solo agli occhi di chi sa guardare.