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Ultimo aggiornamento:
19/05/2026
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Il database contiene:
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NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE (1979)
| Anno: | 1979 |
| Regia di: | Delbert Mann |
| Genere: | Guerra |
This book is to be neither an accusation nor a confession, and least of all an adventure, for death is not an adventure to those who stand face to face with it. It will try simply to tell of a generation of men who, even though they may have escaped its shells, were destroyed by the war. - Erich Maria Remarque
Questa storia non vuol essere né un'accusa, né una confessione. E meno che mai il racconto di un'avventura poiché la morte non è un'avventura per coloro che con essa si trovano faccia a faccia. Cercherà semplicemente di raccontarvi le vicende di una generazione di uomini la cui vita, anche se sfuggita al piombo dei proiettili, venne distrutta dalla guerra.
Voi siete la nostra gioventù di acciaio e i giovani d'acciaio diventano eroi d'acciaio. Ed è mio dovere, ma anche un onore, prepararvi per il ruolo glorioso che dovrete svolgere in questa guerra. La nostra patria ha bisogno di uomini di grande carattere e di forte volontà. E' mio dovere preparare le vostre menti in modo che possiate essere in grado di addestrare i vostri corpi per il vostro Kaiser, per la vostra patria, per il vostro Dio. Perché è su di voi che poggia il destino del vostro paese e sul destino del vostro paese poggiano i destini del mondo. La Germania è una nazione di progresso, una nazione di cultura, una nazione di scienza, una nazione di idee. La nazione di Beethoven, la nazione di Schiller, la nazione di Goethe.
Il tempo dello studio è ormai finito, il tempo del dovere, signori, sta arrivando.
Fumare non è una buona abitudine ma come tutte le buone abitudini rendono l'uomo molto noioso, come dicono gli inglesi... tutto dovere e niente piacere fanno dell'uomo un noioso mortale.
C'è il momento per il dovere e il momento per il piacere.
Sarò il vostro istruttore e scoprirete che sono un ottimo istruttore e sapete perché? Perché quello che vi insegnerò io non lo dimenticherete mai. Mai più!
Il vostro periodo di addestramento è finito. Ora siete dei soldati dell'esercito imperiale. Pronti e temprati per combattere per il Kaiser e la nostra madre patria. Quando sarete al fronte capirete il valore e lo scopo di tutto quello che avete imparato, il valore e lo scopo di tutto quello che i vostri ufficiali vi hanno insegnato dell'arte militare. A volte i loro modi vi saranno sembrati duri, ma sono serviti a fare di voi dei soldati, dei veri soldati al servizio di Dio onnipotente, del Kaiser e della patria.
Di solito si assegna un veterano ad ogni nuovo plotone. Voi siete il nuovo plotone. Io sono il veterano. Nel campo di addestramento vi hanno imbottito il cervello di bellissime nozioni su come si diventa un soldato, noi ce la metteremo tutta per scordarci quelle fesserie. Io vi insegnerò cose pratiche. Per esempio come mettervi i pannolini in prima linea. E come uccidere i francesi. Non avete da aspettare molto per il battesimo, ma innanzitutto vi daremo un pasto caldo, vi faremo dormire un po' e poi vi accompagnerò al vostro primo pattugliamento... stanotte.
Allegri ragazzi, ci sono i fuochi artificiali... sono i francesi che vogliono salutarvi.
Su ognuno di noi incombe continuamente lo spettro della morte. Quando sentiamo il sibilo di un proiettile non possiamo fare altro che abbassarci, perché non sappiamo mai dove può cadere. Potrei finire in mille pezzi in una trincea a prova di bomba o restare illeso per dieci ore fuori, all'aperto. Ogni soldato crede nel destino e confida nella propria fortuna, ma nessuno può sperare di farla franca quando il destino bussa così spesso alla porta.
Quando il vento soffia verso di noi ci porta l'odore del sangue che è dolce e nauseante.
Non volevo ucciderti. Ma sei saltato dentro così... tu che avresti fatto? E' che non t'avevo mai visto prima, come adesso, faccia a faccia, ho visto solo il tuo fucile, la tua baionetta, le granate. Se gettassimo tutto via potremmo essere fratelli, ma loro non vogliono farcelo sapere. E' così, no? Non vogliono farcelo sapere. Noi abbiamo una madre, un padre, la stessa paura della morte, la stessa, lo stesso dolore, lo stesso... E tutto il resto. Tutto quanto. Perdonami camerata. Scriverò alla tua famiglia, sì... te lo prometto!
Ufficiali, sottoufficiali, giovani arruolati, coloro che oggi hanno ricevuto le decorazioni si sono distinti in azioni meritevoli della nostra grande causa. Sappiate che la Germania si aspetta che ognuno di voi segua il loro esempio. Da oggi in poi il vostro Kaiser chiede a tutti voi di dimostrare la stessa forza, lo stesso coraggio, la vostra obbedienza al vostro Dio e al vostro paese. Se così farete, miei cari soldati, sono sicuro che sul vostro petto un giorno verrà appuntata una medaglia dal vostro Kaiser. Tutti avete rispettato la nobile tradizione del soldato tedesco, avete mostrato al mondo la nostra potenza, avete seminato il terrore nel petto dei nostri nemici. Con l'aiuto di Dio state per offrire una gloriosa vittoria alla nostra patria!
Dica a tutti che sono fiero di aver insegnato loro ad essere dei buoni tedeschi. Quando sento che avete fatto tutti il vostro dovere per la madre patria, lei può immaginare quello che provo qui dentro. Sono orgoglioso. Bravi ragazzi. Bravi ragazzi tedeschi.
Una volta questa era la mia stanza. Ci sono tutte le mie cose, tutti i miei libri, i libri che amo. Ma non mi parlano più come un tempo. Io non sono più quello che ero quando vivevo in questa stanza. Sono un soldato. Non devo più leggere, devo solo uccidere. La mia conoscenza della vita è limitata alla morte e ora so che non sarei mai dovuto tornare. Laggiù tutti pensano come me che non serve dare un significato alla vita perché la vita non ha significato. L'unica verità che conosco sono i miei compagni al fronte. Sono loro i miei libri, la mia famiglia, la mia vita. Io dipendo da loro. Dipendo da loro e da nient'altro. Io sento che la mia vera casa è quella a cui sto tornando.
11 ottobre 1918, l'alto comando germanico comunica: "niente di nuovo sul fronte occidentale".
Sono partiti per la guerra come ragazzi, per non tornare mai come uomini.